Ora che non se ne parla più, condivido con te un pensiero che risale ai giorni dei riflettori puntati sulla Global Sumud Flottilla. Te la ricordi vero? Non è un tema obsoleto, anche se le stories sono ormai scadute e secondo tanti sembra che ormai sia tutto risolto…si… sembra.
Ho citato per anni, dal mio libro agli articoli del blog così come in ogni occasione pubblica, il torpore dal quale siamo afflitti, ben amalgamato con la sfiducia nel cambiamento della situazione mondiale. Certificati anche da tante analisi sociologiche, come quelle del Censis, nonchè dai nostri specchi. A buona ragione, dunque ho salutato con salti di gioia questa azione, che si è messa di traverso davanti all’inerzia e alla passività, prima ancora che davanti ai blocchi navali di fronte a Gaza.
Non a caso si sono risvegliate le piazze, anche se è inevitabile che vi sia chi tenti di salire tardivamente sul carro, sfruttando il clamore mediatico. Quando u fenomeno diventa trend, anche se ha un buon motivo, il marketing, politico e no, si mette in azione per operazioni di maquillage.
Nodi al pettine
“La vita non si inganna”, diceva P.Angelo Benolli declinando questa frase in tanti modi, cosi tanti che oggi la frase risuona in 150 angoli del Mondo nelle missioni che ha fondato con Italia Solidale. I nodi non sciolti vengono al pettine.
Il sistema Mondo in cui viviamo, soprattutto in occidente, non è sostenibile. Non è fatto per il rispetto dell’uomo e non è gestito da norme etiche o di spirito. E’ retto da leggi di interesse non scritte, come invece è il “diritto internazionale” … che appunto nella realtà vale più spesso solo sulla carta e “fino a un certo punto” (cit), cioè fino all’altezza del portafoglio.
La tua e la mia anima invece si muovono con un altro motore, hanno bisogno di diverso carburante per essere in salute. L’Amore e la relazione e l’impegno, carburante che da il suo meglio con l’additivo LFC (Luce Fede e Carità). Oggi, non domani. Altrimenti la paghiamo in termini di salute, di pace, di gioia. Sempre più, infatti, nella lista dei Desaparecidos. Anche questi nodi vengono al pettine.
Dunque? Sprofondiamo nel nichilismo che porta l’ombra nella nostra anima? O ci impegniamo per cambiare qualcosa nel nostro quotidiano?
Ben venga un gruppo di attivisti che smuovono l’opinione pubblica, ben venga finalmente scendere in piazza. A mio avviso hanno rappresentato un collo di bottiglia, anzi un collo di Flottiglia per rallentare il flusso di morte. Che ha disturbato e contribuito probabilmente all’avvio di pseudo-tregue.
Solo osservare?
Ma io e te nel frattempo che facciamo? Qual’è la tua, la mia vocazione, la tua, la mia natura? Osservare la deriva dei continenti e criticarne il manovratore? E poi? Aspettiamo la conversione di chi non può e forse non vuole? Mentre la macro-realtà si muove a passi di un pachiderma incrociato con un gambero, io, tu, noi che facciamo? Mentre nella migliore delle ipotesi cerchiamo di indirizzare il pachiderma, nel frattempo il male che intendiamo combattere ci entra dentro. L’indignazione e la denuncia senza azione genera eccesso di bile o di altre reazioni. Lo vedi anche tu dai.
Non possiamo rinunciare ad amare ad essere attivi. Cerca anche tu strade per non fermarti ad osservare, ma essere protagonista. Approfondisci qui se vuoi, abbiamo tanto da dirti sul tema “dall’osservare al partecipare”.
Nella mia vita come sai mi sono trovato ad intervenire dal basso. Sono stato catapultato dall’Altissimo a sporcarmi le mani, mettendo in gioco la mia vita e ritrovando tanto in cambio. Ed è solo dal basso che ho visto risultati e soluzioni. Forse lo hai letto sul mio libro o sui miei articoli, ho la grazia di averne viste risolte a iosa di ingiustizie e non tramite Governi o Istituzioni. Tramite persone che si sono messe in movimento, senza attendere interventi dall’alto. Come per la Flottilla.
Una Flottilla per noi
Si appunto, conosco una Flottilla speciale che rompe da tempo il blocco dell’anima del nostro mondo, opulento e triste. Che porta aiuti a noi italiani bloccati nella sfiducia, sonnambulismo, poltiglia, liquefazione dell’identità, spasmi emotivi, etc.(Censis). Lo hai letto nel mio libro immagino, ma tutto continua ancora oggi!
In questi giorni c’è una rappresentanza di questa Flottiglia, 20 missionari laici, provenienti dalle missioni di Italia Solidale, che girano l’Italia per testimoniare le tante trasformazioni vissute. Le tante soluzioni dal basso: dove c’era morte ora c’è vita, dove c’era guerra ora c’è pace, dove c’era divisione ora c’è unità. Ti può interessare? Segui i social di Italia Solidale per partecipare agli incontri che sono in corso, probabilmente ne trovi uno vicino a te. Senti per esempio cosa dice questo bambino di 11 anni, figlio del Patrick Ugandese di cui parlo in Venti d’amore.
Oppure chiedici più dettagli scrivendoci. Ti aspettiamo.
Se hai ancora un minuto e preferisci le sintesi, ti lascio con dei versi di sommario, almeno nella mia intenzione.
Il silenzio è rotto
Disturba il sonno.
Muore l’anestesia?
Difficile.
Bastasse lo spasmo
Qui avremmo pace ovunque.
Eppur creare un collo di Flottilla
Ha rotto gli argini.
Ora che tutti sanno
Si può andare in fondo
La puzza è tale non si può più ignorare.
O marcire o agire. Oggi anche domani.
La contraddizione antica
tra il dire e fare e risolvere
c’è di mezzo il mediterraneo (o l’oceano).
LaDroni a gogò.
PaDRONI di continuare
Ad esser ciechi senza via d’uscita
O amare fino in fondo.
Scelgo l’ultima. Trionfa la vita.
Marco Casuccio

6 commenti su “Una Flottilla per noi”
Bello scegliere la vita sembre in fiducia e abbandono totale all amore vero
🙏🏽
Grande Marco!!!!!!
Un piccolo contributo alla meraviglia:
“Sei stai fermo a guardare…
rischi serio di affondare!
Se il male lo fai fuori,
allora vivi e più non muori.
E non dire… io non c’entro,
che quel male ti rode dentro”
Con stima e rispetto – Davide
Evvivaaa🍾🍾🍾🍾🍾🍾👏🏽👏🏽👏🏽🙏🏽🙏🏽🙏🏽
Caro Marco, leggere il tuo articolo mi ha fatto pensare che in fondo ogni vero cristiano dovrebbe sentirsi parte di una flottilla, magari che non viaggia per mare, ma che si manifesta ogni qual volta decidiamo di non rassegnarci ad uno status quo, ma, con coraggio, sfidiamo la notte, gli ostacoli e le chiusure e, con evangelica insistenza e pazienza andiamo a portare il bene a chi ne ha bisogno. Nel fare questo peró non basta la buona volontà, occorre sempre il lasciarsi guidare, unire come dice il Vangelo la semplicità e l’astuzia perché alla fine, nel modo migliore, la luce del bene risplenda. Luce e coraggio, prudenza e diplomazia, diritto e giustizia, rispetto e umanità. Dio, che scrive dritto sulle righe storte, ci aiuti a bilanciare i delicati equilibri partoriti dalla flottilla del nostro ingegno.
Grazie Giovanni,concordo.
Se ti capita di leggere qualche pagina del mio libro o anche di altri articoli qui, l’esperienza da cui nasce Creactivo è scaturita proprio dal non fermarsi agli ostacoli ed amare nonostante tutto.
Continua a seguirci o meglio sentiamoci per collaborare,grazie